lunedì 8 luglio 2013

Quando si parla di amore...

Ricevo da Anghiari...


Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di

>un'ottantina di anni arrivó per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.

>Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.

>Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata

>oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo.

>Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento

>che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita.

>Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli

>strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita.

>Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro

>appuntamento medico dato che aveva tanta fretta.

>L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per

>far colazione con sua moglie.

>Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da tempo

>dall'Alzheimer.

>Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po'

>tardi.

>Lui mi rispose che lei non lo riconosceva giá da 5 anni.

>Ne fui sorpreso, e gli chiesi 'E va ancora ogni mattina a trovarla

>anche se non sa chi é lei'?

>L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ''Lei non sa

>chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é lei'

>Dovetti trattenere le lacrime...Avevo la pelle d'oca e pensai: 'Questo

>é il genere di amore che voglio nella mia vita'.

>Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore é

>l'accettazione di tutto ció che é, é stato, sará e non sará.

>Le persone piú felici non sono necessariamente coloro che hanno il

>meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ció che hanno.

>Spero condividerai questo messaggio con qualcuno cui vuoi bene, io l'ho

>appena fatto.

>La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di

>come danzare nella pioggia.

>Sii piú gentile del necessario, perché ciascuna delle persone che

>incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia .

giovedì 27 giugno 2013

Può sempre succedere ...


 Wislawa Szymborska, Ogni caso
 
Poteva accadere.

Doveva accadere.

È accaduto prima. Dopo.

Più vicino. Più lontano.

E’accaduto non a te.

Ti sei salvato perché eri il primo.

Ti sei salvato perché eri l’ultimo.

Perché da solo. Perché la gente.

Perché a sinistra. Perché a destra.

Perché la pioggia. Perché un’ombra.

Perché splendeva il sole.

Per fortuna là c’era un bosco.

Per fortuna non c’erano alberi.

Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno, un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.

Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.

In seguito a, poiché, eppure, malgrado.

Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba, a un passo, a un pelo da una coincidenza.

Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?

La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.

Ascolta

come mi batte forte il tuo cuore.

martedì 25 giugno 2013

Libri, autori e amici


'Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando
li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso, però.'
 
Salinger Il giovane Holden 




 

mercoledì 12 giugno 2013

Voci dal carcere

Nei giorni scorsi si sono conclusi i tre laboratori di scrittura della vita che, con bravissime amiche, conduco nella casa circondariale di Bologna. Abbiamo stampato un fascicolo con i testi dei partecipanti. Il fascicolo si apre cosi........


Perché scrivo…..

…perché ci si confronta con un foglio di carta che non ti giudica

…perché era tanto che mi volevo raccontare

…per uno sfogo, ma soprattutto per mostrare chi veramente sono

…per ricordare i bei momenti

…per fare sapere ad altri da dove vengo

…per condividere le mie storie con gente di cui mi fido

…per nostalgia

…per conoscere me stesso

…per trasmettere emozioni

…per imparare dagli sbagli

…per il futuro

…per illustrare al prossimo che la vita vale

…per mettere a fuoco i miei pensieri o per lasciare un segno di quello che ho fatto

…perché mi aiuta ad esternare i miei pensieri, le mie opinioni, i miei progetti e i miei ricordi più cari

 

C.V., M.M., G.K., F.C., L.I.

 

 

Perché scrivo…..

 

Mi piace scrivere per esprimere i miei sentimenti a volte belli, a volte brutti.

Ma una volta impressi nel foglio tutto diventa più bello: le buone parole mi fanno sognare e quelle cattive diventano esperienza che sparisce dalla memoria.

G.R.

 

 

Scrivere di se stessi ti fa capire come sei, la condizione in cui ti trovi e il dolore che stai sopportando e quello che fai per superarlo. Ti fa anche capire la tua situazione e sperare e credere che un giorno finirà perché qualsiasi cosa succeda deve finire e la vita continua

I.M.

 

 

Scrivere è per me qualcosa di essenziale perché mi serve per esprimere i miei pensieri , per regalare un'emozione e inoltre,  facendo un po’ autocritica, per  fare un inventario della mia vita e anche per riempire il vuoto delle mie giornate con qualche cosa di costruttivo e in modo particolare per farmi conoscere come sono.

S.D.A.

 

 

Io scrivo per uscire da me stesso dalla timidezza che molte volte impedisce al mio cuore di rivelarsi per quello che é e al mio cervello di sintonizzarsi con la vibrazione del mondo che lo circonda e sentirmi più vero.

Con la scrittura si entra nella dimensione dell'anima che molti evitano soprattutto quando si crede che questa ultima sia perduta.

Io sono la mia anima e lei è la forza che mi permette di superare ogni prova anche la più terribile come l’esperienza di essere privato della libertà che sempre ho considerato come il bene supremo in terra, che mi ha fatto combattere mille battaglie, alcune vinte e molte perse ma che ora ritroveranno la loro importanza come scuola di vita, tutto grazie alla voglia di scrivere e condividere.

D.T.

 

 

Scrivere è come poesia

sulle ali del vento

dolci parole seguite da altre

che  riempiono l'animo.

 

Vengono dal profondo

di un mondo infinito.
F.M.

martedì 28 maggio 2013

Autoritratto

Penelope ci manda il suo AUTORITRATTO (in metafore)

  • Un albero frondoso e alto, si flette col vento , perde qualche foglia, piange un po' di resina ma resta in piedi,è verde e fa ombra.

  • Un pandoro morbido, con lo zucchero a velo ma senza panna e farciture stucchevoli.

  • Un libro con le pagine sgualcite, un po' macchiate di caffè e cioccolato.

  • Un mare pulito, con le onde fresche e schiumose che si rincorrono, non troppo alte.

  • Una canzone melodica, arrabbiata e dolente.

  • Un cielo notturno blu, con uno spicchio di luna.

  • Un ritratto di Modigliani, donne dal collo lungo ed occhi scavati.

  • Un gatto che si stira, poi si stende al sole.

  • Una gonna lunga colorata che ondeggia.

  • Un braccialetto d'argento che tintinna dolcemente.

  • Un cactus con molte spine, isolato.

  • Un paguro nella sua conchiglia, in riva al mare.

  • Una pizza pomodoro mozzarella e basilico, con la pasta alta e croccante come la fanno a Napoli.

  • Un ulivo solitario in un campo del nostro sud, circondato dal suo bravo muretto a secco.

  • Una tarantella, una pizzica , un tango.

  • Una melodia improvvisata, pianoforte e fisarmonica.

  • Una petalo che galleggia sull'acqua, trasportato dalla corrente.


martedì 21 maggio 2013

Dubbi per i poeti

Guido Catalano, poeta e performer torinese, PIUTTOSTO CHE MORIRE M'AMMAZZO, Miraggi edizioni.

Preambolo dell’autore 

Si può fare i poeti senza essere poeti?
Si può non fare i poeti e tuttavia esserlo?
Cosa significa essere poeta?
Qual è la differenza tra essere poeta e fare il poeta?
Il pessimo poeta è comunque poeta in quanto poetizza?
Chi lo dice sa di esserlo?
E soprattutto chi può dirlo?
Pur non essendo io un Ente, posso riuscire a farmi devolvere l’otto per mille sul mio conto corrente in quanto poeta?
Basta affermare di essere poeta per esserlo o bisogna ottenere una maggioranza relativa?
Cosa avrebbe risposto Henry Sidgwick all’affermazione “Sandro Bondi è un poeta”?
Chi è Henry Sidgwick?

Ecco, queste rappresentano solo una piccola percentuale delle domande che mi pongo da anni prima di andare a letto o mentre faccio la pipì nei bagni dei bar che frequento.
Domande alle quali non so rispondere e soprattutto non ne ho alcuna intenzione.

So tuttavia per certo che questo è il mio sesto libro di poesie.
Raccoglie gran parte delle cose scritte nell'ultimo anno della mia esistenza. E anche della vostra, di esistenza.
Mi sono divertito un sacco a scriverle. Spero voi a leggerle.
Il titolo è forte. C’è la morte nel titolo.
Ma c’è anche un sacco di vita e di speranza.
Dentro e fuori dal libro, intendo.

E poi come sempre - e forse più che in passato - dalle pagine di questa raccolta tracima una quantità d’amore che non si capisce come sia possibile tutto questo amore per un uomo solo.


lunedì 29 aprile 2013

Emily Dickinson: 'Il passato'

Il passato

E’ una curiosa creatura il passato
 
Ed a guardarlo in viso
 
Si può approdare all’estasi
 
O alla disperazione.
 
Se qualcuno l’incontra disarmato,
 
Presto, gli grido, fuggi!
 
Quelle sue munizioni arrugginite
 
Possono ancora uccidere!


Emily Dickinson