venerdì 28 dicembre 2012

Borges e l'amicizia

A tutte le amiche del blog e non dedico questa poesia di Borges.

Amicizia
Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita 
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
però quando serve starò vicino a te
Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cadi
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice
Non giudico le decisioni che prendi nella vita
mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
solamente posso volerti come sei ed essere tua amica.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico
in quel momento sei apparso tu...
Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine della lista
Non sei ne il numero 1 né il numero finale e tanto meno ho la pretesa
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista

Basta che mi vuoi come amica
NON SONO GRAN COSA,
PERO' SONO TUTTO QUELLO CHE POSSO ESSERE

Jorges Luis Borges


giovedì 27 dicembre 2012

Alda Merini: l'orrore del manicomio


Alda Merini passò dieci anni in manicomio.

Scrisse le sue memorie di quegli anni in “Diario di una diversa”.

Il brano sotto riportato si riferisce al giorno del suo ingresso nell'istituto.



Ci presero le impronte digitali accompagnando le nostre dita sopra dei fogli luridi a un tratto, tutto, intorno a me, cominciò a girare vorticosamente. Quella ribellione che avevo dentro, diventò sofferenza così acuta e insostenibile che, invece di gridare, svenni. Mentre venivo portata via ho sentito chiaro e distinto l'urlo di una degente che diceva,”No! A me non potete fare questo!”

Ma tutto ciò mi pareva scontato, come scontato poteva essere la crocefissione dell'Uomo.

Mi misero a letto ma nessuno mi carezzò la fronte. Anzi, mi legarono mani e piedi e in quel momento, in quel preciso momento, vissi la passione di Cristo.

lunedì 24 dicembre 2012

Le parole di Gandhi

Da un collega di Anghiari ricevo queste bellissime parole di Gandhi

Prendi un sorriso,

regalalo a chi non ce l'ha

Prendi una lacrima,

posala sul volto di chi

non ha mai pianto

Prendi il coraggio,

offrilo a chi non sa lottare

Scopri la vita,

raccontala a chi

non può ancora capirla.

 

 

domenica 23 dicembre 2012

Contro la crisi

Da un collaboratore scientifico di  Anghiari mi é arrivato questo testo che vorrei condividere con tutte voi.

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle   persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

 Albert Einstein  - tratto da “Il mondo come io lo vedo”1931

giovedì 20 dicembre 2012

Voci dal carcere

Qesto articolo é pubblicato sul sito di Bandiera Gialla.
Conosco l'autore che é anche un ottimo scrittore.
Questa torta l'ho mangiata in carcere preparata da Gaz per festeggiare il compleanno di un amico.
Sopra aveva appoggiato uno strato di splendida crema di cioccolato su cui aveva scritto 'Auguri' con crema gialla. Un trionfo per il palato e per la vista.

Torta di riso

torta di riso
di Kullau Gazmend

Ragazzi eccomi qua...Vi scrivo di nuovo dal carcere, oggi è domenica, un giorno come un altro per me. Per fortuna questo mese lavoro in cucina, anche se col problema del sovraffollamento lavoriamo un mese sì e uno no. Mi sento soddisfatto del lavoro che svolgo qui, purtroppo fuori non ho avuto occasione di lavorare tanto, ma con le possibilità che sto avendo qua dentro, ho capito che è una cosa importante nella vita. La cosa più bella è che faccio un lavoro che mi piace molto, la cucina mi piaceva anche fuori, ma non la vedevo come un mestiere, adesso la vedo con altri occhi. Mi piacerebbe, quando uscirò dal carcere, lavorare in cucina: vedere la gente che mangia e gusta i cibi che preparo mi dà tanta soddisfazione e sono orgoglioso di me stesso. Parlando di cucina con il mio amico Armando, che è mio compagno di cella e mio compaesano, ho deciso di preparare un dolce della nostra terra, la torta di riso.

Ingredienti

200 gr. di riso
1 litro di latte intero
300 gr. di zucchero
3 uova
100 gr. di burro
60 gr. di farina
cannella
scorza di limone
uva passa

Preparazione

Versiamo nella pentola mezzo litro di acqua a fuoco medio, quando giunge a ebollizione aggiungiamo 100 gr. di zucchero e il riso, un pizzico di cannella e abbassiamo il fuoco, lasciando bollire finché il riso ha assorbito tutta l'acqua ed è diventato morbido. Aggiungiamo il latte caldo, la scorza di limone e lasciamo bollire 10 minuti insieme con il riso. Intanto prepariamo le uova con 150 gr. di zucchero e la farina; le sbattiamo finché diventano spumose e le aggiungiamo al latte col riso. Facciamo una crema mescolando a fuoco basso finché si addensa. A questo punto facciamo il caramello con 50 gr. di zucchero, prendiamo una teglia dove versiamo il caramello e lo stendiamo su tutta la superficie della teglia, versiamo sopra anche la crema di riso, aggiungiamo il burro a pezzettini sopra e mettiamo nel forno preriscaldato 40 minuti a 170° a casa, nel forno “fai da te” per 40 minuti.
Lasciamo raffreddare e mettiamo nel frigo almeno per 2 ore, prima di servire, cospargere la torta con l'uvetta caramellata con burro e zucchero, come decorazione.

Buon appetito, approfittando dell'occasione vi mando i miei migliori saluti. Grazie.

mercoledì 19 dicembre 2012

Dio e il corpo: una poesia di Anne Sexton

Anne Sexton (1928-1974) scrittrice e poetessa americana, morta suicida.

La terra

Senza immagine Dio vaga in paradiso

ma preferirebbe fumarsi un sigaro

o mangiarsi le unghie, e così via.

Dio è il proprietario del paradiso

Ma agogna la terra, le grotticelle

Alla finestra di cucina, perfino

Gli assassini in fila come sedie scassate,

perfino gli scrittori che si scavano

l’anima col martello pneumatico,

o gli ambulanti che vendono i loro

animaletti per soldi, anche i loro

bambini che annusano la musica

e la fattoria bianca come un osso,

seduta in braccio al suo granoturco e anche

la statua che ostenta la sua vedovanza,

e perfino la scolaresca in riva all’oceano.

Ma soprattutto invidia i corpi, Lui che non l’ha.

Gli occhi apri-e-chiudi come una serratura

Che registrano migliaia di ricordi,

e il cranio che include l’anguilla cervello

- tavoletta cerata del mondo –

Le ossa e le giunture che si giungono

E si disgiungono – e c’è il trucco -, i genitali,

zavorra dell’eterno, e il cuore, certo,

che ingoia le maree rendendole limpide.

Lui non invidia più di tanto l’anima.

Lui è tutto anima, ma vorrebbe accasarla

In un corpo e scendere quaggiù per farle

Fare un bagno ogni tanto.

Anne Sexton

lunedì 17 dicembre 2012

Poesia e tranquillanti: la voce della Szymborska

Foglietto illustrativo 
Sono un tranquillante,
Agisco in casa,
funziono in ufficio,
affronto gli esami,
mi presento all'udienza,
incollo con cura le tazze rotte -
devi solo prendermi,
farmi sciogliere sotto la lingua,
devi solo mandarmi giù
con un sorso d'acqua.
So come trattare l'infelicità,
come sopportare una cattiva notizia,
ridurre l'ingiustizia,
rischiarare l'assenza di Dio,
scegliere un bel cappellino da lutto.
Che cosa aspetti -
fidati della pietà chimica.
Sei un uomo (una donna) ancora giovane,
dovresti sistemarti in qualche modo.
Chi ha detto che la vita va vissuta con coraggio?
Consegnami il tuo abisso -
lo imbottirò di sonno.
Mi sarai grato (grata) per la caduta in piedi.
Vendimi la tua anima.
Un altro acquirente non capiterà.
Un altro diavolo non c'è più.